La visualizzazione architettonica si basa sulla vendita di un sogno?

I rendering architettonici sono uno strumento di visualizzazione, discendenti diretti della fotografia e ancor prima della pittura. Lo scopo, come i suoi predecessori, è rappresentare un concetto, un’idea non necessariamente in maniera prettamente fotorealistica. 

L’utilizzo delle viste 3d nella visualizzazione architettonica è ormai d’obbligo: nello studio delle forme durante la progettazione, nelle pratiche di impatto ambientale e nella vendita delle unità immobiliari. Ma soprattutto in quest’ultimo caso si tende a non fermarsi al puro fotorealismo, ma si cerca di dargli quel qualcosa in più. Pratica che comunque già si faceva sia nell’arte della pittura che nella fotografia.

Pensiamo ai quadri di Caravaggio: i soggetti hanno uno sfondo scuro o addirittura nero, ma grazie al sapiente gioco di sfumature fra luci ed ombre, esplodono in tutta la loro luminosità.

Un esempio in campo fotografico sono gli scatti di Helmut Newton, rigorosamente in bianco e nero. Toglieva il colore per dare maggior personalità e risalto ai suoi soggetti, in questo è stato un vero maestro.

Anche L’illuminazione utilizzata nei film non rappresenta esattamente la luce reale. Ma bensì viene utilizzata, attraverso particolari set di luci, per far risaltare i dettagli in un ogni punto specifico della scena.

Nelle immagini architettoniche 3D vengono applicati gli stessi concetti, per ottenere gli stessi obiettivi.

Non necessariamente quindi i rendering architettonici devono essere iper realistici, anzi forse è vero l’esatto contrario. L’utilizzo di set di luci ad hoc, la possibilità di utilizzare sfumature di colore particolari e l’utilizzo di strumenti che mettono in risalto un punto specifico rispetto alla scena, permettono di ottenere risultati difficili o addirittura impossibili per la macchina fotografica. Il loro utilizzo permette di raggiungere l’obiettivo: incrociare ed allinearsi ai bisogni e desideri di chi compra casa.

Le immagini 3d architettoniche devono servire a vendere un sogno, una visione di una realtà ideale proiettata dentro ad un’immagine. Bisogna far scattare la molla, solleticare per far nascere il desiderio, enfatizzare alcuni concetti chiave per ottenere l’effetto voluto. Non si tratta di barare, ma bensì di incanalare l’attenzione ed esaltare le caratteristiche peculiari che hanno più valore per chi acquista e che poi troveranno nella loro casa.

E’ diventato il mio modus operandi con i clienti: non dargli semplici immagini, ma strumenti di marketing visivo con l’intento di convincere e far fare il passo decisivo a chi hanno davanti per acquistare.

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