Ok con i rendering, ma come procediamo?

Uno dei dubbi che percepisco lungo la trattativa con il potenziale o nuovo cliente è su come opererò: Sarò affidabile? Sarò in sinergia con il suo pensiero? Sarò all’altezza delle aspettative?
In questo articolo spiego come gestisco il flusso di lavoro e come diventa tutto più semplice di quanto si possa pensare, seguendo uno schema preciso che ho affinato nel tempo.

Sommario:

Prima parte: Analisi del progetto.
Seconda parte: Definire come sarà il progetto.

Molto spesso dai miei potenziali o nuovi clienti acquisiti mi viene chiesto come si procede per definire le finiture, come verrà rappresentato il progetto e se risponderà positivamente alle aspettative.

Quando mi viene chiesto, percepisco che c’è un pò di apprensione dietro, derivata presumibilmente dal fatto che non abbiamo ancora lavorato assieme. Quindi il mio interlocutore non sa come mi muovo.

In realtà c’è una metodo per semplificare parecchio il flusso di lavoro, rendendolo semplice e comprensibile tramite una check list. Che dopo anni e anni di lavoro ho imparato a memoria e mi viene in automatico da sbobinare.

Prima parte: Analisi del progetto.

La prima parte consiste nel fare una analisi approfondita del progetto, per cercare di coglierne i lati più significativi, i punti di forza, i dettagli migliori. In base a questi fattori si decide quindi da dove prenderlo con i punti di vista per realizzare le immagini 3D che lo valorizzeranno.

E’ forse la parte più importante, “la fondamenta” delle immagini che si andranno a realizzare. Saltarla a piè pari per risparmiare tempo ed andare avanti a puro intuito vorrebbe dire azzoppare il tutto, compromettendo il lavoro successivo. Questa fase fa parte di quello che chiamo Marketing Visivo.

Bisogna guardarlo e pensare con la testa di chi comprerà, che nella maggioranza dei casi non è un tecnico o comunque del settore. Bisogna allinearsi a lui, non il contrario altrimenti non funziona. Ti dirà che ha capito ma in realtà no, non ha afferrato il tutto come si deve ed esce dall’ufficio con il tarlo in testa, che diventa poi un ostacolo per la vendita. Meglio evitarlo.

Seconda parte: Definire come sarà il progetto.

Si procede quindi con la fase operativa, che dura si e no cinque minuti, ossia:

  • Mi fornisci il progetto o la pianta arredata nel caso degli interni preferibilmente in cad formato dwg (autocad) o dxf, ma va bene anche da scansione di cartaceo, basta che si risalga alla scala. Nel caso dell’arredo d’interni, sarebbe importante sapere la posizione dei sanitari e degli attacchi cucina, che di solito si sanno già dove predisporre, sia nei nuovi fabbricati che nelle ristrutturazioni.
  • Se ci sono delle foto dell’attuale che mi puoi fornire, meglio.
  • Se non c’è già sulla pianta, ipotizzo una soluzione d’arredo che ti invio da convalidare.
  • Mi invii o definiamo al telefono le finiture di pavimenti, rivestimenti, colore serramenti, muri, parquet (è facile, es. tipo rovere sbiancato, noce naturale, doghe larghe o strette, serramenti laccato bianco, muri tipo avorio o colore ral/ncs, ecc).
  • Metto le finiture richieste e arredo i locali, se non ho proprio il materiale specifico di un produttore cerco quello che si avvicina di più.
  • Invio le immagini di bozza per conferma.
  • Eventuali modifiche da farsi.
  • Realizzo ed invio le immagini definitive.

Nel procedere con il lavoro, in genere non ci sono particolari problemi. In caso di dubbi sulla scelta fra due finiture, succede abbastanza spesso, si possono fare delle prove colore per vedere quale rende meglio. Decisamente meglio farle prima che a fabbricato finito!

Per quanto riguarda gli esterni, in genere due o tre viste sono sufficienti. Se ne possono fare qualcuna in aggiunta se ci sono caratteristiche particolari come ampi giardini o terrazze da valorizzare.

Per quanto riguarda gli interni, i locali che comunque sono più gettonati sono le zone giorno. Questo perché sono quelle che in genere il cliente vuole vederne gli spazi e come ci può stare l’arredo. E’ psicologicamente considerata la parte più importante della casa, anche perché è più vista e vissuta dagli ospiti.

Le viste 3D dei bagni sono particolarmente utili in caso di ristrutturazioni di edifici vetusti, che sono lontanissimi dai canoni attuali e quindi vederne l’impatto futuro è un fattore di coinvolgimento, rassicurazione e motivazione all’acquisto in più.

Le camere hanno una richiesta minore, però in casi particolari, come ad esempio in mansarde o attici importanti possono dare la spinta emotiva positiva verso l’acquisto.

Dopo la prima volta che lavoriamo insieme si trova la sinergia e nei lavori successivi ci si capisce al volo, bastano meno di tre minuti per definire il tutto.

Avere un flusso di lavoro definito consente un approccio più facile, più produttivo e soprattutto operando non a caso ma seguendo un percorso, si avrà una sana influenza anche su di un fattore molto importante: la vendita.

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